Si è svolto ieri, sabato 21 settembre, presso un’affollatissima Sala Consiliare del Comune di Bra, la presentazione del Bilancio Sociale Inalpi 2018.

Un Bilancio Sociale che, nella sua quarta edizione, ha avuto come tema conduttore il progetto che Inalpi ha avviato circa 18 mesi fa, in collaborazione con l’Associazione Papa Giovanni XXIII, ed il cui scopo è quello di realizzare una vera e concreta integrazione lavorativa per uomini e donne immigrati, provenienti da storie difficili. Un progetto frutto della convinzione che questa sia la strada per testimoniare la solidarietà verso gli altri: perché lavoro è sinonimo di futuro, ma anche di vita e dignità.

Ed il senso del progetto è raccontato nelle parole di Ambrogio Invernizzi – Presidente Inalpi SpA – scritte in apertura del documento – “Siamo stati spesso i primi o gli unici a compiere determinate scelte, a intraprendere un certo cammino aziendale, introducendo alcune volte delle vere e proprie novità, altre volte tracciando un percorso seguito poi da altri. Ed è proprio questo il senso del Bilancio Sociale 2018, raccontare un progetto che vorremmo diventasse proprietà di altre aziende”.

Alla presentazione hanno preso parte: Abderrahmane Amojou – Coordinatore dell’Ufficio Migranti di Slow Food; Grace Aigbeghian – Mediatrice culturale nigeriana impegnata, con l’Associazione Granello di Senape, nel sostegno alle ragazze vittime di tratta; Massimo Gnone – Agenzia dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite Matteo Torchio – Responsabile Comunicazione & Marketing Inalpi SpA.

La tavola rotonda è stata preceduta dai saluti del Senatore Mino Taricco, che ha voluto ricordare come Inalpi sia da sempre protagonista di nuove proposte, anche in tema di produzione aziendale fin da quando, 10 anni fa, diede vita alla produzione di latte in polvere 100% piemontese di filiera corta e certificata, di cui rimane tutt’oggi l’unico produttore italiano.

A seguire i saluti del Sindaco di Bra Giovanni Fogliato, che ha espresso il proprio ringraziamento a chi, come Inalpi, lavora concretamente per l’integrazione, sinonimo di conoscenza e di crescita per tutta la comunità.

A Matteo Torchio, responsabile comunicazione di Inalpi, è stato affidato il colpito di raccontare il percorso che ha portato a questo Bilancio Sociale 2018. Un’industria agricola – questa la definizione utilizzata per raccontare che cosa sia Inalpi – con i piedi piantati a terra, espressione di attenzione e lavoro per il territorio in cui l’azienda vive e lavora, e la testa rivolta sempre a nuovi progetti sinonimo di innovazione industriale e di prodotto, ma anche di attenzione alle opportunità che possono nascere da nuovi progetti spesso rivolti alle persone.

Il Bilancio Sociale, ricorda Matteo Torchio, è una fotografia che porta in superficie la realtà di un’azienda, un’immagine nella quale si racconta dei dipendenti e dei fornitori, delle iniziative di sostegno al territorio e di quelle finalizzate ad una sempre maggiore sostenibilità della produzione, dove si presentano i risultati ottenuti in termini finanziari e dove si raccontano i nuovi progetti avviati. L’istantanea di un anno di lavoro che comprende ogni singolo elemento, progetto, persona che hanno contribuito alla realizzazione di una crescita importante.

Il Bilancio Sociale 2018 è stato certificato da Deloitte e in rappresentanza della società di revisione era presente in sala Eugenio Puddu – Partner Deloitte – che ha chiuso la tavola rotonda, sottolineando come, il capitale umano debba essere al centro delle strategie aziendali, in quanto valore per l’intero territorio in cui un’azienda opera. Ma ancora di più, ha tenuto a ricordare che la stesura del Bilancio Sociale Inalpi è effettuato su base volontaria, non essendo richiesto per legge, e che quindi l’impegno dell’azienda nel produrre questo documento sia sinonimo di una chiara volontà di trasparenza, elemento che da sempre contraddistingue la crescita e la strada percorsa dell’azienda di Moretta.