Ieri, giovedì 15 novembre, si è svolto, presso le OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino, l’annuale convegno dell’Ordine dei Commercialisti di Torino, manifestazione durante la quale sono stati premiati i professionisti con maggiore anzianità e dove è stato forte il ricordo di Aldo Milanese, storico presidente dell’Ordine scomparso nel mese di gennaio 2018.

Ma l’evento aveva un filo conduttore, il Bilancio Sociale, uno strumento importantissimo per ogni realtà che opera su un territorio, per poter raccontare l’importanza e i valori del lavoro svolto. E in questo senso, la manifestazione ha segnato anche la presentazione del primo Bilancio Sociale dell’Ordine dei Commercialisti di Torino. In questo contesto sono state presentate alcune testimonianze di enti e associazioni che da tempo utilizzano lo strumento Bilancio Sociale per raccontare la propria realtà: dal Comune di Torino all’Istituto di Candiolo – IRCCS, dal Presidio sanitario San Camillo all’Associazione Madian.

E un momento di approfondimento è stato dedicato anche al Bilancio Sociale Inalpi, in qualità di case history di azienda privata. L’azienda di Moretta, che redige da 4 anni il Bilancio Sociale, ha raccontato come sia arrivata a questa importante scelta attraverso le parole di Ambrogio Invernizzi – Presidente Inalpi, che ha colloquiato sul palco con il Presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Torino – Luca Asvisio, ed Eugenio Puddu – Partner Deloitte.

Il Bilancio Sociale Inalpi è uno strumento per rendicontare l’impatto che il sistema azienda ha sul territorio che lo ospita. Uno strumento per raccontare quello che ogni giorno la società si impegna a realizzare per i propri dipendenti, per i propri conferitori e per tutti coloro che collaborano con Inalpi. Un racconto su iniziative, investimenti e progetti, che vengono attuati, come i 50.000 diari scolastici realizzati per i plessi scolastici piemontesi, ma anche per le province di Imperia, Verona e con una piccola incursione a Roma, oltre a quelli distribuiti nei plessi scolastici di Amatrice, Accumuli, Ceriano e l’Acquila.

Un’attenzione al territorio che diventa impegno concreto nella filiera corta e certificata, fonte da cui nascono tutti i prodotti Inalpi e strumento per la creazione di un “modo di lavorare” sul territorio contraddistinto da trasparenza nei rapporti con i conferitori e garanzia di qualità per i consumatori.