Il successo di un’azienda non è¨ mai casuale, specialmente se dura nel tempo.

I cinquant’anni di INALPI, industria lattiero casearia targata Piemonte, sono frutto di determinazione, esperienza e lungimiranza manageriale, ma anche della volontà  di mantenere uno stretto rapporto con il territorio in tutte le sue componenti.

Questa mattina Inalpi ha festeggiato il suo mezzo secolo di vita con le realtà  bancarie e assicurative nazionali e territoriali.

La presentazione del Bilancio societario ha dato la possibilità  ai numerosi intervenuti di entrare in modo approfondito nell’azienda. Sono state aperte le porte di casa INALPI e la visita allo stabilimento ha consentito di constatare quanta professionalità  sia impiegata nei processi di produzione.

Il dibattito svoltosi successivamente nella splendida cornice di Villa Salina, sempre a Moretta, ha evidenziato il momento che attraversa il mercato agroalimentare e gli sforzi compiuti da INALPI per affrontare il periodo di crisi.

Al tavolo degli oratori si sono susseguiti: Ambrogio Invernizzi, Presidente INALPI, Matteo Torchio, Responsabile Marketing, Cesare Amprino C.F.O, Mauro Barattero membro del CDA, Eugenio Puddu Partner Deloitte deputy leader Agroalimentare, Franco Chiavazza Partner Deloitte.

INALPI è, è stata e vuole essere tradizione, innovazione e futuro. Molte sono le figure che ruotano attorno all’azienda, ma tutte devono avere il comune sentire dei valori che INALPI vuole trasmettere e che possono essere riassunti nelle tre parole che rappresentano il motto aziendale: giusto, buono e sicuro.

Un’attenta e accurata analisi ha evidenziato come il comparto agroalimentare sia in crescita e l’export abbia addirittura superato le attese. I prodotti italiani possono e devono aiutare il Paese a uscire dalla crisi. Inoltre l’Italia conferma il primato sui prodotti di qualità  certificata, ma per mantenere una crescita costante le aziende devono applicare alcune regole: seguire un percorso di valorizzazione dei prodotti, far crescere la consapevolezza nei consumatori e, soprattutto, mantenere la manifattura sul territorio. INALPI ha quindi tutte le carte in regola per far continuare negli anni il trend positivo che la caratterizza.

Nei 130 milioni di fatturato, che non rendono merito all’operato di INALPI che si è dovuta adeguare a una riduzione dei prezzi di circa il 12%, sono racchiusi interessanti spunti: le vendite consumer a marchio sono aumentate del 41,7%, mentre l’export ha fatto un balzo in avanti del 72% e il prodotto industriale ha avuto un incremento del 4,2%.

Questo ha consentito che, solo quest’anno, ci fosse la conferma di 30 contratti di lavoro a tempo indeterminato.

I dipendenti sono passati dai 91 del 2013 agli attuali 123 con una percentuale del 59% di uomini e un 41% di donne. L’azienda è giovane: età  media 35 anni.

Il presidente Ambrogio Invernizzi ha voluto evidenziare e motivare il cambiamento aziendale: “La nostra crescita è da imputare anche all’inserimento di specifiche figure manageriali all’interno dell’azienda. Dal 2013 al 2015 siamo passati dalla semplice conduzione familiare, a una struttura organizzata”.

Gli obiettivi futuri di INALPI son ambiziosi ma raggiungibili. Tra il 2017 e il 2020 è previsto il raddoppio dello stabilimento. Questo significa acquisire nuovi terreni, costruire nuovi impianti, implementare e diversificare la produzione, realizzare un nuovo magazzino e ottimizzare i flussi logistici, ma anche costruire un cogeneratore che permetta di risparmiare parte dei consumi elettrici, istallare nuovi impianti informatici e, senza dubbio, formare e assumere nuovo personale.

Obiettivi importanti quindi, ma che INALPI, con l’appoggio di tutti gli attori che ruotano attorno all’azienda, ha tutta l’intenzione di raggiungere.