Ugo Nespolo

Come nasce la collaborazione con il maestro Ugo Nespolo, artista di fama internazionale dalle solide radici Piemontesi e già autore di opere che hanno raffigurato marchi prestigiosi.

 

 

Buongiorno Maestro,
siamo qui per raccontare l’incontro tra lei e Inalpi…

L’azienda Inalpi fin dal primo giorno ha perseguito l’obiettivo di realizzare prodotti giusti, buoni e sicuri. Questa vocazione perseguita ogni giorno l’ha portata a diventare l’azienda che è oggi, radicata sul territorio della provincia di Cuneo, riconosciuta come una solida testimonianza dell’eccellenza imprenditoriale Italiana, presente sui mercati nazionali ed internazionali, questo è motivo d’orgoglio verso la mia terra, fatta di persone che sanno creare valore e ricchezza per il proprio territorio.

Per esaltare i risultati ottenuti ho voluto realizzare opere che raccontassero l’azienda esprimendo l’incontro dell’arte produttiva industriale con l’arte figurativa.

Fin dall’inizio i fratelli Invernizzi desideravano un progetto di comunicazione artistica, ben sapendo che avevo già collaborato con aziende importanti del territorio piemontese, come per esempio Campari; ho quindi lavorato per “vestire” con un approccio artistico e culturale la comunicazione stessa, soprattutto per dare maggior visione all’impegno dell’azienda che lavora con una particolare attenzione alla filiera.

Il nostro incontro è stato come una scintilla che mi ha ispirato: l’essenza del progetto era riuscire a esprimere il mondo Inalpi rappresentando le figure fondamentali che lo compongono in un insieme armonico e colorato, pieno di vita e umanità.

Non è certo questo il primo caso di un incontro tra un’artista e un’azienda, giusto?

Certo che no, è un’idea che viene da lontano, dalle avanguardie storiche, in cui la collaborazione tra l’arte e gli artisti in particolare, con le aziende era fondamentale.

Ci sono tantissimi esempi nella storia a partire dal ‘900, periodo che richiamava ed enfatizzava i valori di appartenenza al territorio: alcuni artisti iniziarono a creare le prime pubblicità e tendevano a scindere la propria vita artistica per andare incontro alla realtà e ai bisogni della propria comunità.

Oggigiorno l’impatto è senza dubbio più sociale e include maggiori concetti: attraverso la collaborazione con le aziende del territorio si vuole comunicare un concetto molto antico e allo stesso tempo attuale: “appartenenza e valorizzazione”.

Il fine è quello di mettere in evidenza certi atteggiamenti di correttezza e di trasparenza, nel caso di Inalpi,  il mondo del latte e dei suoi derivati.

I diversi progetti con l’azienda, l’hanno portata a creare anche le immagini del Diario Inalpi per la scuola, quindi si è confrontato con un target molto giovane, qual è stato il suo approccio?

Il Diario fa parte della missione che Inalpi giustamente porta avanti: sostenere un territorio e la comunità, far crescere la consapevolezza nei giovani sulle scelte alimentari, insomma, un vero impegno con la popolazione, con i ragazzi e con la scuola, che in questo momento storico vive tante difficoltà.

Il diario è un qualcosa che ti segue tutto l’anno e quindi è un veicolo molto vivo, molto attivo e giornaliero, in quanto viene consultato tutti i giorni. Questa è la terza edizione, è una comunicazione molto intelligente e piacevole, ho cercato di portarla avanti con una specie di racconto divertente con disegni, frasi, fumetti.

Tutta la comunicazione è senza dubbio molto onesta, molto pulita e corretta. Logicamente ai ragazzi si parla col linguaggio dei ragazzi e per questo abbiamo creato questi diari divertenti e allegri che raccontassero una storia reale e tangibile, come la trasformazione del latte in tanti prodotti.

Ho voluto mostrato la realtà di Inalpi ai bambini e ai ragazzi utilizzando un linguaggio più accessibile e divertente, creando dei protagonisti a fumetti, che però raccontano la vera storia della filiera, ma non è stata la prima esperienza con i più giovani, in passato avevo disegnato tutti i cartoni animati Rai della Yo-yo.

Il mio lavoro è stato interpretare il mondo Inalpi e tutti i suoi valori giusti, buoni e sicuri.   Nelle mie opere, infatti, cerco di evidenziare come il mondo Inalpi ruoti intorno alla mucca, elemento centrale e produttrice dell’ingrediente principale di tutti i suoi prodotti, il latte. Altri elementi ricorrenti sono ad esempio la lampadina, metafora dell’idea Inalpi di innovarsi sempre, oppure la lente di ingrandimento, oggetto che richiama la completa tracciabilità di ogni prodotto Inalpi. La sicurezza dei prodotti è infatti confermata dal percorso di tracciabilità.

Questi sono i valori e i principi concreti, tangibili e genuini che insieme, vogliamo trasmettere con questa collaborazione artistica, ma condivido pienamente l’intenzione di aiutare anche economicamente le famiglie e allineare, ovvero mettere sullo stesso piano i bambini all’interno delle classi, in modo da abbattere questo tipo di distinzioni.

So che Inalpi ha da sempre accolto benevolmente le classi delle scuole che hanno voluto visitare gli stabilimenti, a riprova di ciò che conta veramente per l’azienda: fornire una corretta educazione alimentare, cercando di avvicinare i bambini alla cultura agroalimentare e alla realtà industriale.