La relazione tra Compral Latte e Inalpi: dal latte appena munto al prodotto finito

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La relazione tra Compral Latte e Inalpi, i protagonisti della Filiera del Latte Piemontese, garantita e controllata, continua a crescere in termini di qualità. Esattamente come per le relazioni umane, grazie all’impegno, alla condivisione di intenti, ai momenti d’incontro e al rispetto reciproco, si possono raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi.

Grazie a un passaggio generazionale, oggi i conferitori sono sempre più numerosi e sempre più giovani, aumenta quindi lo spirito innovativo e l’ambizione a migliorare secondo i parametri prefissati dal protocollo tecnico di filiera, che garantisce la qualità sempre maggiore del latte, ma anche la presenza sul mercato e sul territorio.
Un rinnovato tessuto sociale che investe il proprio tempo nella formazione, con la partecipazione ai corsi d’aggiornamento organizzati da Compral Latte e da Inalpi su molti temi, come la sicurezza, la qualità, la mungitura e la sostenibilità ambientale.

Il latte appena munto nelle stalle di ogni conferitore, che arriva nelle cisterne in azienda, viene analizzato dai laboratori di InLab per poi entrare direttamente in produzione. 

Il tutto appare semplice, ma i tempi che viviamo sono complessi e dietro queste azioni ci sono decisioni e obiettivi che coinvolgono l’intero territorio. “Territorio” è la prima parola da sottolineare, perché contiene la parola “terra” e le mucche si nutrono di foraggio, che in molti casi viene coltivato direttamente dai conferitori nelle loro aziende agricole. 

Nella valutazione annuale di ogni azienda conferitrice c’è il controllo della salubrità dei terreni, se vengono trattati con elementi naturali, o l’irrigazione che dev’essere fatta con un’ottica di risparmio, ancor più oggi con l’urgenza del cambiamento climatico.
C’è poi il tema dell’energia usata per l’allevamento, che deve ridursi o essere generata, almeno in parte, da impianti fotovoltaici. Si segue con il benessere animale, altro fattore importante per ottenere un buon latte, ma anche l’aspetto sociale che riguarda i lavoratori all’interno dell’azienda, grazie ai giusti contratti e le migliori condizioni di lavoro.

L’ottima notizia è che i “voti” dati ai conferitori, sono sempre in crescita per ogni parametro  e quindi oltre al giusto prezzo del latte che viene stabilito dall’indice, c’è un’altra variabile economica che premia in modo proporzionale, man mano che si ottengono risultati sempre più soddisfacenti.

L’obiettivo di tutta la filiera è non sprecare latte e ovviamente usarlo al meglio, quindi è poi Inalpi che trasforma il latte in prodotti che potranno così essere buoni, giusti e sicuri!

La relazione tra Compral Latte e Inalpi, i protagonisti della Filiera del Latte Piemontese, garantita e controllata, continua a crescere in termini di qualità. Esattamente come per le relazioni umane, grazie all’impegno, alla condivisione di intenti, ai momenti d’incontro e al rispetto reciproco, si possono raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi.

Grazie a un passaggio generazionale, oggi i conferitori sono sempre più numerosi e sempre più giovani, aumenta quindi lo spirito innovativo e l’ambizione a migliorare secondo i parametri prefissati dal protocollo tecnico di filiera, che garantisce la qualità sempre maggiore del latte, ma anche la presenza sul mercato e sul territorio.
Un rinnovato tessuto sociale che investe il proprio tempo nella formazione, con la partecipazione ai corsi d’aggiornamento organizzati da Compral Latte e da Inalpi su molti temi, come la sicurezza, la qualità, la mungitura e la sostenibilità ambientale.

Il latte appena munto nelle stalle di ogni conferitore, che arriva nelle cisterne in azienda, viene analizzato dai laboratori di InLab per poi entrare direttamente in produzione. 

Il tutto appare semplice, ma i tempi che viviamo sono complessi e dietro queste azioni ci sono decisioni e obiettivi che coinvolgono l’intero territorio. “Territorio” è la prima parola da sottolineare, perché contiene la parola “terra” e le mucche si nutrono di foraggio, che in molti casi viene coltivato direttamente dai conferitori nelle loro aziende agricole. 

Nella valutazione annuale di ogni azienda conferitrice c’è il controllo della salubrità dei terreni, se vengono trattati con elementi naturali, o l’irrigazione che dev’essere fatta con un’ottica di risparmio, ancor più oggi con l’urgenza del cambiamento climatico.
C’è poi il tema dell’energia usata per l’allevamento, che deve ridursi o essere generata, almeno in parte, da impianti fotovoltaici. Si segue con il benessere animale, altro fattore importante per ottenere un buon latte, ma anche l’aspetto sociale che riguarda i lavoratori all’interno dell’azienda, grazie ai giusti contratti e le migliori condizioni di lavoro.

L’ottima notizia è che i “voti” dati ai conferitori, sono sempre in crescita per ogni parametro  e quindi oltre al giusto prezzo del latte che viene stabilito dall’indice, c’è un’altra variabile economica che premia in modo proporzionale, man mano che si ottengono risultati sempre più soddisfacenti.

L’obiettivo di tutta la filiera è non sprecare latte e ovviamente usarlo al meglio, quindi è poi Inalpi che trasforma il latte in prodotti che potranno così essere buoni, giusti e sicuri!

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