Quanto dura un formaggio in frigorifero? Cosa fare se è cresciuta un po’ di muffa? Dove mettere le bottiglie di latte fresco? Cosa succede a un vasetto di yogurt alla scadenza? Sono tante le domande che ci facciamo in merito a come conservare latte e latticini, e giustamente!
Come noi, anche molti microrganismi trovano latte e derivati molto nutrienti – e non stiamo parlando solo di microrganismi dalle buone intenzioni, purtroppo. Come fare, quindi, perché il latte che abbiamo in frigorifero non si guasti, e quel buon formaggio cremoso comprato un paio di giorni fa non ammuffisca?
Vediamo insieme qualche utile consiglio.
Mantenere sicuro il latte
Partiamo da come conservare correttamente latte. Se la nostra preferenza è per quello fresco, dobbiamo sempre tenere presente due accorgimenti fondamentali: il mantenimento della catena del freddo e il consumo in tempi non troppo lunghi.
- Per il primo punto, è consigliabile:
- comprare il latte verso la fine della spesa, in modo tale che resti fuori dal frigorifero per il minor tempo possibile.
- una volta a casa, riporre le bottiglie nello scomparto più freddo del frigorifero e non, come accade spesso, nello sportello: questa infatti è in realtà la parte meno refrigerata.
- Per il consumo, è bene non superare i 3-4 giorni dall’apertura della bottiglia, anche nel caso in cui la data di scadenza sia qualche giorno più in là. La data di scadenza si riferisce infatti sempre alla confezione chiusa: l’apertura cambia totalmente le regole del gioco. Questa regola vale anche per il latte a lunga conservazione, che è tale fino a quando la confezione non viene aperta: una volta che questo è avvenuto, il prodotto va anch’esso consumato nel giro di pochi giorni.
Conservazione dello yogurt
Per quanto riguarda lo yogurt, la data di scadenza è la data dopo la quale non viene più garantito che i fermenti lattici vivi contenuti nel vasetto siano più di 10 milioni ogni grammo di prodotto. I fermenti potrebbero quindi essere meno, ma questo non significa che il prodotto risulti alterato.
Formaggi: come conservarli
Infine, arriviamo alla conservazione dei formaggi. Quelli duri sono i più facili da conservare, ma anche i semiduri, come per esempio Emmenthal o Fontina possono durare più settimane se ben riposti in frigo. Il consiglio è quello di avvolgerli bene in carta da forno e successivamente nella pellicola, facendo aderire bene il tutto alle superfici della fetta.
Ma che fare se un formaggio ammuffisce? Se si tratta di un formaggio duro, come il grana, nel caso l’area ammuffita sia superficiale e non troppo estesa, la si potrà tagliare – insieme a uno spessore di almeno 1 cm tutt’intorno – mantenendo il resto della fetta.
Al contrario, se si tratta di un formaggio a pasta molle, il consiglio è – purtroppo – di buttare tutta la fetta. Questi formaggi infatti sono più ricchi di acqua, che può facilmente favorire la penetrazione di spore di muffa in tutto lo spessore del formaggio – anche se al momento magari non ne vediamo ancora l’esito.
Per i formaggi – tanto più quanto più son freschi – vale inoltre la regola già vista per il latte: acquistiamoli verso la fine della spesa, per interrompere il meno possibile la fondamentale catena del freddo.









