Il latte e i prodotti lattiero caseari sono tra gli alimenti più antichi e consumati al mondo, molto amati, ma – negli ultimi anni – anche molto chiacchierati. In questo articolo, ci concentriamo su alcuni dei più diffusi falsi miti sul latte, cercando di fare un po’ di chiarezza.
Cercheremo di capire insieme perché:
- bere latte anche da adulti non è innaturale, né troppo proteico.
- latte e derivati non fanno venire i calcoli renali, né l’osteoporosi.
- latte e latticini, consumati come da linee guida per una sana alimentazione, non aumentano il rischio di malattie cardiovascolari, né di cancro.
Pronti? Iniziamo!
Bere latte da adulti non è innaturale: è stato un vantaggio nell’evoluzione umana.
Proprio così: migliaia di anni fa, alcuni individui hanno acquisito – piuttosto casualmente – la capacità di digerire il latte anche da adulti.
In questo modo, hanno avuto accesso a una fonte alimentare spesso più disponibile di altre, e molto valida a livello nutrizionale.
L’evoluzione ha premiato questo vantaggio, il quale ha reso i nostri antenati più adatti all’ambiente in cui si trovavano, all’esistenza e, quindi, alla riproduzione. Ecco perché quella caratteristica si è poi ampiamente diffusa.
In un certo senso, possiamo dire che questo è stato il modo con cui la “natura” ha detto sì al consumo di latte anche dopo lo svezzamento.

Le proteine del latte vaccino non sono troppe per noi, anche se non siamo vitelli.
Si sente dire a volte che il latte vaccino ha senso solo per i vitelli, perché devono crescere molto e in fretta, mentre per noi è troppo proteico. Ma i conti sono presto fatti: secondo i livelli di assunzione di riferimento, un uomo adulto di corporatura media – diciamo 75 kg – necessita di poco meno di 70 g di proteine al giorno. Il latte ci sta benissimo: ecco perché.
Questa persona segue le raccomandazioni ufficiali per una sana alimentazione, consultabili qui e basate sul parere di un ampio numero di esperti a livello nazionale. Consuma quindi ogni giorno tre porzioni (375 g in totale) di latte o yogurt, che gli forniscono circa 12-13 g di proteine.
Gli resta quindi tutto lo spazio necessario per alloggiare, nella stessa giornata, tutti gli altri alimenti con un buon contenuto proteico, come un secondo piatto, variando tra carne, pesce, uova, formaggio e legumi, un primo di pasta, riso o analoghi, e del pane.
La differenza principale tra l’uso che facciamo noi del latte e quella che ne fanno i vitelli, e motivo per cui il paragone non sta in piedi, è che il vitello ne consuma una quantità enormemente maggiore – adatta per i suoi scopi di crescita massiva in breve tempo. Sarebbe come se la persona ipotizzata prima ne bevesse ben 7-8 litri al giorno, ogni giorno!
E per i calcoli renali? E per l’osteoporosi? Anche per questi ambiti possiamo star tranquilli: ne parliamo sempre sul nostro blog, molto presto.
Restate sintonizzati!










