AI E PRODUZIONE DEL LATTE

Storie di latte

“L’IA”, cioè l’abbreviazione di “Intelligenza Artificiale“, è una parola comune oggi, ma non una completa novità. Negli anni ’50, alcuni ricercatori americani crearono il primo programma per computer che imitava le capacità umane nel risolvere problemi matematici.

Da allora sono in corso importanti cambiamenti innovativi che hanno coinvolto diversi settori come l’agricoltura, l’industria e la produzione. La ricerca ha fatto passi da gigante grazie alla raccolta di grandi quantità di dati. Questo ha aperto la strada a un futuro che sembra uscito da un libro di fantascienza del secolo scorso.

Ma quali sono gli obiettivi e le opportunità per il settore agroalimentare?

Secondo diverse indagini, agricoltura, zootecnia e industria alimentare sono aree produttive che hanno il più alto potenziale di applicazione dell’IA. Nel settore agricolo e zootecnico, si prevede un aumento del 50% della produttività entro il 2035. Questo sarà possibile grazie a una migliore organizzazione delle attività. Si terranno conto anche dei problemi legati al cambiamento climatico e allo spreco alimentare.

Nel settore lattiero-caseario, l’intelligenza artificiale viene già impiegata per gestire la catena di approvvigionamento e migliorare l’igiene nella produzione industriale, aspetti cruciali per garantire la sicurezza alimentare.

In futuro ci saranno molte novità che vanno oltre l’aumento di produttività e l’efficienza in allevamento: le tecnologie di intelligenza artificiale potrebbero migliorare il benessere degli animali. Potrebbero identificare gli animali, monitorare la loro salute in modo non invasivo, ad esempio utilizzando droni per controllarli dall’alto. Questo potrebbe essere utile anche in aree rurali prive di Wi-fi.

Le informazioni raccolte potrebbero includere dati biometrici importanti come la frequenza cardiaca e la temperatura corporea. Questi dati possono aiutare gli allevatori a capire, per esempio, se gli animali sono stressati dal caldo. In questo modo, gli allevatori possono intervenire in modo tempestivo o adottare cure preventive. Un sistema incredibile ora in fase di sviluppo potrebbe permettere il riconoscimento facciale dei capi basandosi sulla forma del muso, utilizzando la stessa tecnologia dei nostri smartphone.

Di fronte a queste innovazioni, abbiamo voluto porre una domanda su questo argomento a Riccardo Luna, noto giornalista italiano specializzato in innovazione e start up:

Che sapore avrà il latte con una spruzzata di intelligenza artificiale?

“Qualche anno fa una fattoria russa ha iniziato a sperimentare dei visori per le proprie mucche. Visori di realtà virtuale che mostrano alle mucche prati verdi dove pascolare. Pare che il risultato sia stato meno ansia, più latte. E’ una visione distopica, ricorda il Truman Show, qualcosa di finto.

Tuttavia con l’intelligenza artificiale potrebbe essere diverso: potremmo usarla per monitorare i parametri vitali delle mucche e anche il loro umore, in modo da poter intervenire subito. Un latte migliore viene da mucche più felici, non da mucche chiuse in un allevamento intensivo con i visori sul muso”.

Questa riflessione ci porta a comprendere che l’innovazione non deve necessariamente far paura. Sarà fondamentale usarla nel rispetto dei più alti valori etici, per migliorare il rapporto tra l’uomo, il mondo animale e l’ambiente. 

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